C'è brutto tempo a Pontida. Piove. Da due giorni ormai. Ma niente sembra fermare il popolo verde. All'appelo non manca nessuno. Naso in sù e bocca aperta, i seguaci del Senatur anche quest'anno partecipano compatti al raduno della Lega organizzato nella provincia bergamasca. Un appuntamento da non perdere, insomma. E se ne compiace Umberto Bossi. Amato. Acclamato. Venerato. Il leader del Carroccio è il primo a prendere il mano il microfono. C'è un solo ministro per il federalismo e sono io. Con queste parole il "grandissimo" riscalda le folle. Vuole tranquillizzare i suoi circa la recente nomina di Aldo Brancher a Ministro del Federeralismo: per il federalismo la coppia è sempre quella, io e Calderoli, ha sottolineato Bossi, ad Aldo Brancher si è pensato di dare il decentramento, che è certo importante ma è un'altra cosa. Non è cambiato nulla.Chi non conosce la verità è uno sciocco ma chi, conoscendola, la chiama bugia è un delinquente. Bertolt Brecht
domenica 20 giugno 2010
IL 20° PONTIDA DI BOSSI: TRA RAZZISMO E ISTIGAZIONE ALL'ODIO
C'è brutto tempo a Pontida. Piove. Da due giorni ormai. Ma niente sembra fermare il popolo verde. All'appelo non manca nessuno. Naso in sù e bocca aperta, i seguaci del Senatur anche quest'anno partecipano compatti al raduno della Lega organizzato nella provincia bergamasca. Un appuntamento da non perdere, insomma. E se ne compiace Umberto Bossi. Amato. Acclamato. Venerato. Il leader del Carroccio è il primo a prendere il mano il microfono. C'è un solo ministro per il federalismo e sono io. Con queste parole il "grandissimo" riscalda le folle. Vuole tranquillizzare i suoi circa la recente nomina di Aldo Brancher a Ministro del Federeralismo: per il federalismo la coppia è sempre quella, io e Calderoli, ha sottolineato Bossi, ad Aldo Brancher si è pensato di dare il decentramento, che è certo importante ma è un'altra cosa. Non è cambiato nulla.DELIRIO RAZZISTA DI GENTILINI
Lo chiamano lo "sceriffo". Giancarlo Gentilini, vicesindaco di Treviso, è l'istigatore delle masse che avete visto nel video. Agghiaciante. Raccapriciante. Il discorso sembra avere dell'inverosimile. Ma purtroppo è tutto vero. Era un Italia xenofoba quella che Gentilini proclamava nel 2008 dall'alto del palco del raduno della Lega Nord a Venezia. Sono trascorsi due anni e la situazione sembra di gran lunga peggiorata. Quelle parole sono oggi una terribile realtà. E si perchè l'Italia che il terzo partito del Paese sta contribuendo a costruire mostra ogni giorno il suo volto peggiore. Contro gli immigrati. Contro le moschee. Contro i bambini rom. Contro le donne col burka. Contro il meridione. Contro i rifiuti di Napoli (ma i rifiuti tossici degli stabilimenti industriali, mi chiedo, da dove provengono?). Insomma quello che ci vuole è una vera e propria Rivoluzione: lo gridano oggi gli uomini di Umberto Bossi e lo gridava allora Giancarlo Gentilini. Almeno prima di incassare il no del Tribunale di Venezia. In quell'occasione lo sceriffo, infatti, aveva ricevuto una denuncia per istigazione all'odio razziale. Ne era seguita la condanna a 4 mila euro di multa e una sospensione per tre anni da pubblici comizi. L'anno scorso Gentilini ha partecipato al raduno di Venezia. Tanti gli appalusi di solidarietà. Ma il vicesindaco non ha potuto parlare dal palco. Insomma non ha potuto aizzare il suo il popolo . Ma poco male. Infatti se la voce di Gentilini in quell'occasione ha dovuto tacere, il suo pensiero no. Ci hanno pensano i sostenitori del Senatur a portarlo avanti. Gli uomini del partito, quelli in prima linea. Allora come oggi.